DayBrickBox: July 3, 2009
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“Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l’unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be’, dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.” Ora l’italia è più cattiva - Sofri quello anziano, su Repubblica (via pensierispettinati) (via curiositasmundi) (via 3n0m15)
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porco-voador:
2009-07-02 11:31:12

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2009-07-02 11:31:12
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2PM

aleinolanda:

Orson Welles, a lesson for all actors
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Variando Pietro Nenni (“Da oggi siamo tutti più liberi”) il governo ieri ci ha dichiarati tutti più sicuri. Da ieri, siamo tutti più insicuri, più ipocriti e più cattivi. Più insicuri e ipocriti, perché viviamo di rendita sulla fatica umile e spesso umiliata degli altri.
Infermieri e domestiche e badanti di vecchi e bambini, quello che abbiamo di più prezioso (e di prostitute, addette ad altre cure corporali), e lavoratori primatisti di morti bianche, e li chiamiamo delinquenti e li additiamo alla paura.

Ci sono centinaia di migliaia di persone che aspettano la regolarizzazione secondo il capriccio dei decreti flussi, e intanto sul loro lavoro si regge la nostra vita quotidiana, e basta consultare le loro pratiche di questura per saperne tutto, nome cognome luogo di impiego e residenza, nome e indirizzo di chi li impiega.

La legge, vi obietterà qualcuno, vuole colpire gli ingressi, non chi c’è già: non è vero. La legge vuole e può colpire nel mucchio. È una legge incostituzionale, non solo contro la Costituzione italiana, ma contro ogni concezione dei diritti umani, e punisce una condizione di nascita - l’essere straniero - invece che la commissione di un reato. Dichiara reato quella condizione anagrafica. Ci si può sentire più sicuri quando si condanna a spaventarsi e nascondersi una parte così ingente e innocente di nostri coabitanti? Quando persone di nascita straniera temano a presentarsi a un ospedale, a far registrare una nascita, a frequentare un servizio sociale, o anche a rivolgersi, le vittime della tratta, ad associazioni volontarie e istituzionali (forze di polizia comprese) impegnate a offrir loro un sostegno. Quando gli stranieri temano, come avviene già, mi racconta una benemerita visitatrice di carceri, Rita Bernardini, di andare al colloquio con un famigliare detenuto, per paura di essere denunciato? Lo strappo che gli obblighi della legge e i suoi compiaciuti effetti psicologici e propagandistici provoca nella trama della vita quotidiana non farà che accrescere la clandestinità, questa sì lucrosa e criminale, di tutti i rapporti sociali delle persone straniere. È anche una legge razzista?

Si gioca troppo con le parole, mentre i fatti corrono. Le razze non esistono, i razzisti sì. Questa legge prende a pretesto i matrimoni di convenienza per ostacolare fino alla persecuzione i matrimoni misti, ostacola maniacalmente l’unità delle famiglie, fissa per gli stranieri senza permesso di soggiorno una pena pecuniaria grottesca per la sua irrealtà - da 5 a 10 mila euro, e giù risate - e in capo al paradosso si affaccia, come sempre, il carcere. Carcere fino a tre anni per chi affitti una stanza a un irregolare: be’, dovremo vedere grandiose retate. Galera ripristinata - bazzecole, tre anni - a chi oltraggi un pubblico ufficiale: la più tipicamente fascista e arbitraria delle imputazioni. Quanto alle galere per chi non abbia commesso alcun reato, salvo metter piede sul suolo italiano, ora che si chiamano deliziosamente Centri di identificazione e di espulsione, ci si può restare sei mesi! Sei mesi, per aver messo piede.

Delle ronde, si è detto fin troppo: e dopo aver detto tanto, sono tornate tali e quali come nella primitiva ambizione, squadre aperte a ogni futuro, salvo il provvisorio pudore di negar loro non la gagliarda partecipazione di ammiratori del nazismo, ma la divisa e i distintivi.

Tutto questo è successo. Ogni dettaglio di questo furore repressivo è stato sconfessato e accantonato nei mesi scorsi, spesso per impulso di gruppi e personalità della stessa maggioranza, e gli articoli di legge sono stati ripetutamente battuti nello stesso attuale Parlamento introvabile. È bastato aspettare, rimettere insieme tutto, e nelle versioni più oltranziste, imporre il voto di fiducia - una sequela frenetica di voti di fiducia - e trionfare. Un tripudio di cravatte verdi, ministeriali e no, con l’aggiunta di qualche ex fascista berlusconizzato. (Perché non è vero che il berlusconismo si sia andato fascistizzando: è vero che il fascismo si è andato berlusconizzando). La morale politica è chiara. Il governo Berlusconi era già messo sotto dalla Lega (“doganato”: si può dire così? Doganato dalla Lega). Ora un presidente del Consiglio provato da notti bianche e cene domestiche è un mero ratificatore del programma leghista. Ma la Chiesa cattolica, si obietterà, ha ripetuto ancora ieri il suo ripudio scandalizzato del reato di clandestinità e la sua diffidenza per le ronde e in genere lo spirito brutale che anima una tal idea della sicurezza. Appunto. Berlusconi è politicamente ricattabile, ma non da tutti allo stesso modo. Dalla Lega sì, dalle commissioni pontificie no, perlomeno non da quelle che si ricordano che il cristiano è uno straniero.

Un ultimo dettaglio: le carceri. Mai nella storia del nostro Stato si era sfiorato il numero attuale di detenuti: 64 mila. Dormono per terra, da svegli stanno ammucchiati. La legge riempirà a dismisura i loro cubicoli. Gli esperti hanno levato invano la loro voce: “Le carceri scoppiano, c’è da temere il ritorno della violenza, un’estate di rivolte”. Può darsi. Ma non dovrebbe essere lo spauracchio delle rivolte, che non vengono, perché nemmeno di rivolte l’umanità schiacciata delle galere è oggi capace, a far allarmare e vergognare: bensì la domanda su quel loro giacere gli uni sugli altri, stranieri gli uni agli altri. La domanda se questi siano uomini.

Sofri, Repubblica (via boogiestreet) (via 3n0m15) (via mrmozorising)
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8PM
atheistramblings:

friendlyatheist: Double Standard
Just for the record. Hitler went to a Catholic School (as did Pol Pot) and Stalin went to an Eastern Orthodox seminary.
Australia with all it’s independent (except for all the money they get from the federal government) schools should be very, very watchful.

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Just for the record. Hitler went to a Catholic School (as did Pol Pot) and Stalin went to an Eastern Orthodox seminary.

Australia with all it’s independent (except for all the money they get from the federal government) schools should be very, very watchful.

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8PM
heroines:
(via edoardo pasero)

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9PM

Liberi di coniare una moneta privata.

thediamondage:

Certamente i falsari dell’euro sono già all’opera. Se non fosse così, bisognerebbe dubitare dell’importanza dell’euro. Più una moneta è importante e più conviene falsificarla. Immagino dunque che vi sian un’Europa dei falsari in piena attività, ancorché sotterranea. Debbono le autorità perseguire questi lavoratori in nero? I giuristi non esiteranno a rispondere di si. Qualche bizzarro economista potrebbe invece rispondere di no, e argomentare che la Banca Centrale Europea si accinge a continuare una politica deflazionistica all’eccesso e pertanto dannosa agli affari. I quali affari sarebbero rinvigoriti da una maggiore quantità di moneta in circolazione non importa se moneta buona o moneta falsa. Un ulteriore punto di vista è quello dei libertari o anarco-individualisti che dir si voglia. E’ una varietà di homo sapiens in via di estinzione in Europa, ma non ancora in America. Costoro sostengono che tutta la moneta cartacea è falsa, pur quando esce regolarmente da una banca centrale con firma autentica del governatore. Ed è falsa per la semplice ragione che un pezzo di carta vale nulla. Un pezzo d’oro, si; un pezzo di carta, no, mai. la moneta aurea è buona (ma non esiste più), la moneta cartacea è un sopruso dello Stato, uno dei tanti soprusi a danno dei cittadini. Prova: esaminate un biglietto della Banca d’Italia, e ci trovate scritto “pagabile a vista al portatore”, che è una bugia. In cambio del biglietto, la Banca d’Italia non da nulla, se non un altro pezzo di carta. L’oro se lo tiene per se. I libertari concludono che i falsari, oggi, non andrebbero puniti, la logica è che non si possa considerare reato il falso di un falso. La conclusione richiama alla mente Nestor Makhno, anarchico ucraino e capo di una banda di guerriglieri dal 1917 al 1921, il quale cominciò a combattere i tedeschi e finì col combattere i comunisti. Dove arrivava, emetteva fiumi di cartamoneta falsa, ma sui biglietti faceva onestamente stampare: “I falsari non saranno puniti”. E’ un tipo di onestà rara e inconcepibile dentro la Banca d’Italia, la Banca Centrale Europea, la Federal Reserve, il Fondo monetario internazionale, eccetera. Una onestà del genere non appartiene più alla sfera pubblica. E’ ipotizzabile che rimanga, quale reperto archeologico, nella sfera privata. Durante gli ultimi sussulti della seconda guerra mondiale, in assenza dello Stato, i privati inventarono vaire monete “vere”, ossia con valore intrinseco, seppure minimo: la caramella, la sigaretta, cose così. Non servivano per i grandi pagamenti, ma risolvevano il problema di dare il resto. Alcuni commercianti stamparono la loro cartamoneta, che però, a differenza di quella della Banca d’Italia, a differenza dello stesso euro, era convertibile in beni utili disponibili presso gli emittenti: generi alimentari, per esempio. Il che fa riflettere. Nulla impedisce in un Paese libero che una associazione di privati conii una moneta aurea, che sarà accettata da chi vorrà accettarla. Nulla impedisce che una pluralità di associazioni private conii una pluralità di monete auree, scambiabili fra loro secondo cambi fissi dipendenti dalla quantità di metallo prezioso in esse contenuto. Anzi, l’esperimento, in nuce, è avvenuto con la creazione dell’Hayek (dal nome del premio Nobel per l’economia Friedrich von Hayek), e poi ancora circolano marenghini vari (ma di orifine pubblica). Non vi sono, per il momento, le condizioni perché l’Hayek faccia concorrenza all’euro, e forse non ci saranno mai. Nondimeno, la moneta privata è un’utopia. Se la Padania di Bossi conia la sua moneta, e se l’Italia è un paese libero, non esiste illegalità alcuna, e quella moneta può circolare ovunque la gente non la rifiuti. E’ il trionfo della libertà e della volontarietà, contro l’imposizione statale. E’ pure una bella mossa propagandistica per il privato emittente, che guadagna in notorietà perfino se il suo profilo non compare (per modestia) su una faccia del disco; per non parlare dei diritti di signoraggio, che sono i profitti di chi procede all’operazione industriale di conio. Insomma, in materia monetaria ci si può liberare almeno in parte della schiavitù verso Roma, oggi, verso Francoforte, domani. In alternativa, si dimostra di essere schiavi. S’intende che il fisco non accetterebbe mai di essere pagato con moneta privata. Ma gli darebbe ugualmente fastidio appigliarsi a cavilli legali e illiberali per incatenare l’iniziativa privata con antiche e nuove catene. Sarebbe già una vittoria per i cittadini libertari costringere il potere pubblico a togliersi la maschera abusiva che porta e che lo fa apparire buono, al nostro servizio, rispettoso delle nostre autonomie, secondo un “principio di sussidiarietà” tanto citato quanto disatteso.

Sergio Ricossa, Il Giornale, 24 luglio 1998

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Louise Dahl-Wolfe.1938. Hollywood nude.
all things amazing - Random

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Louise Dahl-Wolfe.1938. Hollywood nude.

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10PM

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Liberal and Conservative Agree on Bill of Rights… (via ReasonTV)
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« July 2 | December 10 »