May222008
“A metà degli anni cinquanta il problema delle bande giovanili scuoteva l’opinione pubblica americana, creando una continuità bizzarra tra due lemmi: musicista-mascalzone. Nel 1956 la prestigiosa rivista Melody Maker sosteneva che: “L’attuale mania del rock’n’roll, se considerata come fenomeno sociale è una delle cose più spaventose mai accadute alla popular music”. Il fenomeno rappresentava una tale minaccia da indurre un nutrito gruppo di medici e psichiatri a esporsi in maniera che oggi riterremmo discutibile. Esperti come il professor Braceland, psichiatra che allora dirigeva l’Institute of Living di Hartford, Connecticut, dopo un attento studio diagnostico arrivò alla conclusione scientifica che il rock’n’roll, in quanto forma sonora “cannibalesca e tribale”, si doveva trattare come “malattia trasmissibile attraverso la musica, che fa presa sull’insicurezza tipica della pubertà e porta gli adolescenti a commettere atti irreparabili”. Tale studio provocò un’onda inarrestabile che contribuì a creare un’atmosfera di forte intolleranza che travolse le radio nazionali ree di trasmettere il virus.” Il caso Grand Theft Auto IV
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